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Gli esperti sulla neutralità della rete

Modem 18/12/2017

Trasmissione radiofinica 

con: Lorenzo Cantoni, professore Usi; Derrick de Kerckhove, professore al Politecnico di Milano; Cristiano Valli, giornalista negli Usa.

Tre repubblicani uomini contro due democratiche donne. La FCC, Federal Communication Commission ha dunque rimesso le cose a posto. L’Amministrazione Trump infligge così un altro duro colpo all’eredità di Barak Obama, che nel 2015 era riuscito a far approvare la cosiddetta “Net Neutrality”, la neutralità del Web, che sanciva: tutti i dati sulla rete devono essere trattati in modo uguale, senza privilegi o limitazioni di sorta. Si tratta essenzialmente di una questione commerciale. E la Casa Bianca assicura che “sostiene e sosterrà sempre un internet libero e giusto”. Dure reazioni e critiche sono state espresse soprattutto da Google, Amazon, Facebook, Twitter, Netflix e da altre aziende multimediali che rivendicano un internet aperto a tutti. Il pericolo per loro è che i gestori delle reti possano condizionare i loro affari, rallentando i flussi dei loro prodotti, facendo pagare di più, o addirittura ostacolando l’accesso ad altri prodotti, magari perché offerti sul web dalla concorrenza. Lasciare la briglia lunga ad una gestione tecnologica e commerciale delle reti basata sul libero mercato perché capace di autoregolarsi, oppure varare regole chiare e condivise per garantire a tutti le medesime condizioni grazie alla neutralità della rete? È questo il quesito di fondo, con implicazioni anche profonde che riguardano lo sviluppo tecnologico e il finanziamento delle stesse reti, ma anche la possibilità per piccoli imprenditori e startup innovative di trovare spazio e attenzione in un mercato sempre più globalizzato e magari, per loro, penalizzante.