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Swisscom come servizio universale

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È ancora Swisscom a ottenere la concessione del servizio universale nel settore delle telecomunicazioni in Svizzera per il periodo 2018-2022.

Non c’è stata alcuna gara pubblica, perché solo Swisscom si era mostrata interessata e idonea durante il sondaggio indetto dalla ComCom, la Commissione federale delle comunicazioni.

Swisscom è un’impresa privata che riceve appunto un mandato pubblico, ciclicamente, dalla sua nascita. Come La Posta, Swisscom è sorta dalla privatizzazione di un’ex regia federale (le PTT), alla fine degli anni 90 del secolo scorso.

Su mandato della Confederazione, Swisscom assicura dunque il servizio universale, a prezzi accessibili, a tutte le economie domestiche. Su tutto il territorio; all’intera popolazione; in tutte le regioni.

Nella concessione non rientra, ad esempio, la telefonia mobile.

 

Dal primo gennaio 2018 alcuni storici servizi non fanno più parte del servizio universale: le comunicazioni via fax, le cabine telefoniche in ogni Comune e il blocco delle comunicazioni in uscita. Per il Consiglio federale lo sviluppo tecnologico offre ormai convenienti alternative.

Dal 2018 il tradizionale collegamento analogico o digitale viene inoltre gradualmente sostituito da un collegamento multifunzionale basato sulla tecnologia IP (protocollo Internet). Entro la fine del 2021 Swisscom dovrà mettere a disposizione gratuitamente nei punti terminali di rete un'interfaccia che supporti gli apparecchi analogici e digitali (ISDN), così da lasciare abbastanza tempo a tutti per sostituire i terminali.

Un’altra novità a partire dal 2018 riguarda l’accesso a internet, la cui velocità minima è stata portata a 3Megabit/s.

 

Ogni economia domestica può inoltre richiedere gratuitamente un'iscrizione supplementare nell'elenco.

 

Ampliate pure le prestazioni del servizio universale per le persone disabili: oltre ai servizi già disponibili, come la trascrizione degli SMS e l'accesso vocale ai dati degli elenchi, d'ora in poi gli audiolesi potranno interagire con il linguaggio dei segni via videotelefonia.

 

Quelli appena elencati sono i servizi che rientrano nella concessione e che Swisscom è tenuta a offrire. Swisscom resta però una società anonima di diritto pubblico; è quotata in borsa; deve seguire le stesse regole applicate alle altre aziende del mercato delle telecomunicazioni, ed è quindi sorvegliata dalla ComCom, la Commissione federale delle comunicazioni.

 

La Confederazione detiene il 51,2 % del capitale azionario di Swisscom, la maggioranza, come vuole la legge. Riconosce l’autonomia imprenditoriale dell’azienda, ne indica l’orientamento generale e controlla una volta all’anno l’operato dell’impresa. E lancia ciclicamente una gara pubblica per la concessione.

Fonte : admin.ch